Guida tecnica · Riferimento
Non un elenco di numeri da appendere al capanno, ma una tabella con una colonna in più rispetto alle solite: la velocità. Sapere che il KH sta fra 6 e 10 °dKH serve a poco se non si sa che può restare fermo per mesi e poi perdere metà del valore in un'ora di temporale, mentre l'ossigeno cambia in tre ore e il nitrato in tre settimane.
In breve
Gli intervalli riportati sono intervalli di lavoro consolidati nell'allevamento delle koi, non prescrizioni: densità di popolazione, volume, filtrazione e acqua di origine cambiano il quadro, e vanno verificati sulle proprie misure.
| Parametro | Intervallo di lavoro | Cosa indica davvero | Velocità di variazione | Origine del dato |
|---|---|---|---|---|
| Temperatura | koi: tolleranza ampia; alimentazione piena sopra 15 °C | governa tutto il resto: metabolismo, solubilità dell'ossigeno, ripartizione NH3/NH4, attività del filtro | lenta di norma (0,5-2 °C al giorno), ma anche 3-5 °C in un'ora con una bomba d'acqua | misurata |
| Ossigeno disciolto (OD) | 8-10 mg/l fascia di benessere; 7 mg/l il minimo pratico. Sotto 6 lo stress è misurabile, sotto 4 il pericolo è acuto | margine respiratorio; leggere sempre insieme a % di saturazione e temperatura | ore. Massimo nel pomeriggio, minimo prima dell'alba | misurato (mg/l e % saturazione) |
| pH | 7,0-8,5, con stabilità più importante del valore | indicatore in ritardo: rimane fermo finché la riserva alcalina regge | escursione giornaliera normale < 0,3; con tampone esaurito, unità intere in una notte | misurato |
| Escursione giornaliera del pH | < 0,3 unità | è il vero termometro del potere tampone. Un'escursione che si allarga di settimana in settimana è un preavviso | si osserva solo con misura in continuo | derivata dall'andamento |
| Durezza carbonatica (KH) | 6-10 °dKH (105-180 mg/l come CaCO3). Sotto 5 il pH diventa instabile, sotto 3 la situazione è critica | la riserva alcalina: quanto acido l'acqua può neutralizzare prima che il pH si muova | settimane o mesi in discesa lenta; ore durante una pioggia intensa | derivato: KH calcolato, non titolato |
| Durezza totale (GH) | — | calcio e magnesio, fisiologia osmotica. Non tampona nulla | molto lenta | non misurata, non riportata |
| Azoto ammoniacale totale | quanto più vicino a zero possibile | somma di ammonio (NH4+) e ammoniaca libera (NH3): da sola dice poco | ore-giorni | ammonio misurato |
| Ammoniaca libera (NH3) | obiettivo zero; soglia di attenzione comunemente citata 0,05 mg/l | la frazione realmente tossica; la ripartizione è fissata da pH e temperatura | può raddoppiare in poche ore senza che il totale cambi, solo perché sale il pH | derivata (da NH4, pH, temperatura) |
| Nitriti (NO2-) | obiettivo zero | tossicità acuta: legano l'emoglobina, il pesce soffoca in acqua ossigenata | giorni. Picco classico a 2-5 giorni dalla pulizia del filtro | derivati |
| Nitrati (NO3-) | < 50 mg/l come convenzione pratica; contano di più l'andamento e le alghe | carico accumulato: quanto il laghetto sta "riempiendosi" fra un cambio e l'altro | settimane | misurati |
| Conducibilità | tipicamente 300-900 µS/cm senza sale; da leggere come tendenza, non come bersaglio | tutto il disciolto ionico messo insieme; la spia più sensibile di ciò che entra ed esce | a gradino con i cambi d'acqua; salita lenta e continua in estate secca | misurata |
| Salinità / TDS | secondo protocollo di trattamento in corso | il sale non evapora: si accumula, e solo un cambio d'acqua lo toglie | immediata al dosaggio, poi permanente | derivati dalla conducibilità |
| Potenziale redox (ORP) | tipicamente 250-400 mV; il valore assoluto conta meno del suo andamento | capacità ossidativa complessiva; cala con carico organico e con i trattamenti | minuti-ore | canale opzionale |
| Torbidità | bassa e stabile; il salto conta più del valore | particolato in sospensione. Non distingue le alghe sospese dal limo o dall'argilla in sospensione | minuti (pioggia, fondo smosso) o settimane (fioritura) | misurata (NTU) |
| Cianobatteri (ficocianina) | solo tendenza, nessun intervallo | canale opzionale che restituisce una tendenza, non una conta cellulare, e non misura le tossine | giorni-settimane | canale opzionale |
Unità: la conversione che serve in Italia. I kit Sera e JBL venduti qui stampano °dKH e °dGH. L'analisi dell'acquedotto, quella che consulterai per l'acqua di rubinetto, riporta la durezza in gradi francesi (°f), dove 1 °f = 10 mg/l di CaCO3. 1 °dKH = circa 17,9 mg/l di CaCO3 = circa 1,79 °f; quindi °dKH = °f diviso 1,79. Una "durezza 28 °f" sono circa 15,6 gradi tedeschi, non 28. E si tratta comunque di durezza totale, non di KH: dice che l'acqua è calcarea, non quanta riserva alcalina hai.
Raggruppare i parametri per costante di tempo è più utile che raggrupparli per famiglia chimica, perché determina la strategia.
Su questi una misura settimanale non è insufficiente, è strutturalmente cieca. L'ossigeno disciolto ha un massimo pomeridiano e un minimo prima dell'alba, e il rapporto fra i due in un laghetto con acqua verde densa può essere di tre a uno. L'ammoniaca libera può raddoppiare fra le 7 e le 15 senza che il totale cambi di un decimo, semplicemente perché la fotosintesi ha alzato il pH: è la ragione per cui un valore di azoto ammoniacale totale senza il pH accanto non è un dato interpretabile.
Qui una misura giornaliera nei periodi critici basta. Il periodo critico più prevedibile dell'anno è il picco di nitriti a 2-5 giorni dalla pulizia del filtro: la flora batterica è stata ridotta, la prima fase della nitrificazione riparte prima della seconda, e i nitriti si accumulano nel mezzo. Chi pulisce il filtro il sabato e riprende a controllare il sabato dopo ha attraversato il picco a occhi chiusi.
Sono i parametri che raccontano la traiettoria del laghetto. Un singolo valore di durezza carbonatica non dice molto; tre valori a tre settimane di distanza che scendono di 1 °dKH ciascuno dicono che entro giugno la riserva sarà finita. È esattamente il tipo di informazione che salva un laghetto, ed è invisibile a chi guarda un numero alla volta.
Il consumatore principale della riserva alcalina, nella maggior parte dei laghetti, non è la pioggia né l'acqua di rabbocco: è il filtro biologico. La nitrificazione è un processo acidificante: ossidare 1 mg/l di azoto ammoniacale consuma all'incirca 7 mg/l di alcalinità espressa come CaCO3, cioè circa 0,4 °dKH.
C'è un dettaglio che quasi nessuno riporta e che cambia il modo di ragionare: tutto quell'acido viene dal primo passaggio, da ammoniaca a nitrito. Il passaggio da nitrito a nitrato non consuma alcalinità. Quindi non è la nitrificazione "in generale" a consumare il tampone, è precisamente la prima fase — quella proporzionale a quanto mangiano le koi.
La conseguenza controintuitiva. Un laghetto ben popolato, ben filtrato e alimentato generosamente brucia la propria riserva alcalina più in fretta di uno trascurato. Il laghetto che funziona bene è il laghetto che consuma. Nel calendario italiano questo significa che il momento di massimo consumo del KH è la primavera piena, aprile-maggio, quando il filtro riparte e l'alimentazione sale — ed è statisticamente il momento in cui meno gente controlla il KH, perché il laghetto "sta andando benissimo".
Il bicarbonato di sodio fornisce un equivalente per mole. Per alzare la durezza carbonatica di 1 °dKH servono circa 30 mg/l, cioè:
Cautela convenzionale: non alzare di più di circa 1-2 °dKH al giorno, sciogliendo il bicarbonato a parte e distribuendolo in un punto di buon rimescolamento.
Correzione a una regola che circola anche in italiano. Si legge spesso "1 grammo ogni 100 litri per alzare di 1 °dKH". È sbagliata, e per un fattore tre: quella dose rende circa 0,33 °dKH. Chi la applica su un laghetto sceso a 3 °dKH crede di averlo riportato a 5 e in realtà lo ha portato a poco più di 3,6, con la falsa sicurezza che ne consegue. La cifra corretta è 30 g ogni 1.000 litri per °dKH. Sono comunque valori di uso comune nell'allevamento koi, non una prescrizione: ogni laghetto e ogni acqua di origine sono diversi, e il risultato va verificato titolando dopo l'intervento.
Vale la pena di dirlo in modo esplicito perché è il fraintendimento che costa più pesci. Il pH di un laghetto tamponato non si muove proprio perché il tampone sta funzionando: assorbe l'acido prodotto e il pH resta dove sta. Continua a restare dove sta mentre la riserva si consuma, fino a un certo punto — e quel punto è dove il pH scende, in fretta, e non risale. Il pH quindi non anticipa nulla: certifica che la protezione è finita.
La conseguenza operativa è netta: chi controlla solo il pH sta guardando l'indicatore sbagliato. L'indicatore anticipatore è il KH, e il secondo indicatore anticipatore — visibile solo con misura in continuo — è l'ampiezza dell'escursione giornaliera del pH, che si allarga settimane prima che il valore medio si sposti. Meccanismo completo alla pagina sul crollo del pH ("pH crash").
| Quadro osservato | Interpretazione più probabile | Verifica |
|---|---|---|
| Ossigeno basso all'alba, normale di giorno, temperatura alta | fisiologia normale portata all'estremo: consumo notturno su tetto di saturazione basso | aerazione notturna, carico organico sul fondo |
| Koi che boccheggiano in superficie con ossigeno normale | nitriti, oppure danno branchiale da ammoniaca libera o parassiti | misura dei nitriti, e ammoniaca e nitriti |
| Escursione giornaliera del pH che si allarga di settimana in settimana | riserva alcalina in esaurimento | misura del KH e la sua pendenza |
| Conducibilità che sale lentamente senza dosaggi, luglio-agosto | evaporazione che concentra il disciolto, più rabbocchi con acqua di rete calcarea | volume perso, storico dei rabbocchi |
| Torbidità in salita, ossigeno che oscilla molto, pH alto di pomeriggio | fioritura algale in corso | acqua verde, ed eventualmente il canale ficocianina se presente |
| Temperatura giù di 4 °C, KH giù, torbidità su, in un'ora | bomba d'acqua: grosso volume freddo e privo di potere tampone | temperatura e KH nelle 24 ore successive |
| ORP in calo netto dopo un trattamento | consumo di capacità ossidativa: verificare l'ossigeno prima di ogni altra cosa | aerazione supplementare |
| Ammonio in salita a 10 °C, Sud, gennaio | inverno mite: metabolismo che continua e filtro al rallentatore | razione alimentare, portata del filtro |
L'Italia non ha un solo clima da laghetto e trattarla come "temperata" è l'errore da evitare. Le due realtà che contano sono la pianura padana continentale e il regime mediterraneo del Sud, delle isole e delle coste.
Ancora freddo e nebbia, ma le prime giornate di sole alzano la temperatura superficiale in modo ingannevole. È la falsa primavera e produce l'errore classico: riprendere ad alimentare troppo presto. Sotto i 10-12 °C la risposta immunitaria delle koi è lenta, mentre batteri e parassiti non lo sono affatto.
Il filtro si ristabilisce, l'alimentazione cresce, e con essa la prima fase della nitrificazione. È il picco stagionale di consumo del KH e la finestra dei parassiti primaverili. Se in tutto l'anno si fa una sola misura del KH, va fatta qui.
Al Nord caldo e umido: con l'afa che non si rompe di notte il laghetto non si raffredda, quindi il minimo notturno di ossigeno è un problema padano quanto meridionale. Al Sud acqua sopra i 28 °C per settimane ed evaporazione che lavora sodo: l'acqua se ne va e i sali restano, quindi conducibilità, salinità e durezza salgono da sole. Il sale dosato a giugno è ancora tutto lì a settembre, perché non evapora, e solo un cambio d'acqua lo toglie. Dove d'estate vigono limitazioni idriche, "basta fare un bel cambio" non è sempre un'opzione disponibile, e questo va messo in conto prima di dosare.
Ferragosto: il paese chiude, il proprietario è via due o tre settimane, il laghetto è affidato a un vicino o a un timer, e succede nel tratto d'anno meno indulgente. Detto senza drammatizzare, è l'argomento più concreto a favore di una misura continua con qualcuno che la guardi.
Piogge convettive intense — le bombe d'acqua — e temporali autunnali al Nord. Un grosso volume di acqua fredda e priva di potere tampone che arriva in un'ora diluisce il KH e abbassa la temperatura di colpo, su un filtro che porta ancora il carico di un'estate intera e con le prime foglie in arrivo. È una finestra reale di crollo del pH, e va nel calendario accanto alla primavera.
Al Nord il laghetto si assesta sul freddo, l'alimentazione si ferma, si copre e si mette la rete; il ghiaccio è di norma sottile e di breve durata, e la calotta spessa e prolungata riguarda i laghetti alpini e prealpini, non la pianura. Al Sud invece si resta nella fascia scomoda 8-12 °C: le koi non entrano in vero letargo, il metabolismo e quindi la produzione di ammonio continuano, il filtro lavora a regime ridotto e la competenza immunitaria è bassa. Un inverno tiepido è più insidioso di un inverno freddo, e la ricetta nordica "ferma tutto e copri" non si applica.
La maggior parte delle acque di rete italiane è calcarea, e le forniture di origine vulcanica o carsica dell'Italia centrale sono particolarmente ricche di carbonati. Il laghetto italiano tipico quindi non nasce povero di KH: il rischio non è un valore di partenza basso ma un valore consumato in silenzio nel corso di una stagione da un filtro che lavora, e mai più ritestato. Fanno eccezione, e vanno trattati diversamente, alcune forniture settentrionali di origine alpina, i pozzi, e i laghetti alimentati a pioggia o rabboccati in parte con acqua osmotizzata.
L'altra faccia dell'acqua dura è che l'acqua in ingresso per un cambio consistente è chimicamente lontana da un laghetto maturo in più modi della sola temperatura: durezza, conducibilità e pH possono essere tutti diversi. Da qui la prudenza sui cambi molto grandi in una volta sola, e l'uso di un biocondizionatore, con la nota tecnica che molti acquedotti italiani usano cloramine, che non evaporano e richiedono un prodotto specifico: lasciare riposare l'acqua in una vasca non basta. Dettagli nella guida al cambio d'acqua.
Una tabella di riferimento è onesta solo se dichiara la provenienza dei numeri. Nel nostro sistema la sonda misura direttamente temperatura, pH, ossigeno disciolto (mg/l e % di saturazione), conducibilità, torbidità, ammonio e nitrati. Da questi deriva KH, ammoniaca libera, nitriti, salinità e TDS. Il KH in particolare è KH calcolato, non titolato: un valore derivato, eccellente per leggere la tendenza della riserva alcalina. Il potenziale redox (ORP) è un canale opzionale. Anche il canale ficocianina per i cianobatteri (alghe verdi-azzurre) è opzionale e restituisce una tendenza, non una conta cellulare, e non misura le tossine. Il GH non viene misurato né riportato. Confronto completo fra i metodi nella guida ai test dell'acqua del laghetto; se il quadro che stai leggendo riguarda una perdita improvvisa, vedi morte improvvisa nelle koi.
Una tabella dice dove devono stare i valori. Serve qualcuno che si accorga quando se ne vanno. H2Koi è un sistema di monitoraggio in continuo dell'acqua del laghetto per collezioni di valore, affiancato da impianti su misura per il cambio d'acqua automatico — di quest'ultimo non abbiamo trovato un equivalente sul mercato. Ma la parte che conta non è lo strumento: guardiamo i dati noi, e chiamiamo il proprietario prima che sia lui ad accorgersene.
Circa 30 mg/l, cioè 3 g ogni 100 litri oppure 30 g ogni 1.000 litri. Attenzione alla regola che circola in rete, anche in italiano, di 1 grammo ogni 100 litri: è sbagliata di un fattore tre e rende circa 0,33 °dKH. Chi la applica su un laghetto sceso a 3 °dKH crede di averlo riportato a 5 e in realtà lo ha portato a poco più di 3,6, con la falsa sicurezza che ne deriva. La cautela convenzionale è di non alzare più di 1-2 °dKH al giorno, sciogliendo a parte e distribuendo dove l'acqua si rimescola bene. Sono comunque cifre di uso comune, non una prescrizione: dopo l'intervento va verificato il risultato.
Perché lo sta consumando il filtro biologico. La nitrificazione è acidificante: ossidare 1 mg/l di azoto ammoniacale consuma circa 7 mg/l di alcalinità come CaCO3, cioè circa 0,4 °dKH. Il dettaglio che conta è che tutto quell'acido viene dal primo passaggio, da ammoniaca a nitrito; il passaggio da nitrito a nitrato non consuma alcalinità. La conseguenza è controintuitiva: un laghetto ben popolato, ben filtrato e alimentato bene brucia la riserva alcalina più in fretta di uno trascurato. In Italia il picco di consumo cade in aprile-maggio, quando il filtro riparte e l'alimentazione sale, ed è proprio il periodo in cui meno gente controlla il KH perché tutto sembra andare bene.
È esattamente il ragionamento sbagliato. Il pH resta stabile proprio perché il tampone sta lavorando: assorbe l'acido prodotto e il valore non si muove, e continua a non muoversi mentre la riserva si consuma, fino al punto in cui non c'è più nulla da consumare. A quel punto scende in fretta e non risale. Il pH è un indicatore in ritardo, per costruzione: certifica che la protezione è finita, non che c'è. L'indicatore anticipatore è il KH; il secondo, visibile solo con misura in continuo, è l'escursione giornaliera del pH, che si allarga settimane prima che il valore medio si sposti.
Dice che parti da una situazione favorevole, non che sei a posto adesso. La maggior parte delle acque di rete italiane è calcarea, in particolare nell'Italia centrale e nelle forniture di origine vulcanica o carsica, quindi il laghetto italiano tipico non nasce povero di riserva alcalina: il rischio qui non è un valore di partenza basso, è un valore consumato in silenzio da un filtro che lavora per una stagione intera e mai più ritestato. Fanno eccezione alcune forniture alpine, i pozzi e i laghetti alimentati a pioggia o rabboccati in parte con osmosi. Attenzione anche all'unità: il numero dell'acquedotto è in gradi francesi ed è durezza totale, non KH.
Per evaporazione. Nelle estati secche del Sud, delle isole e delle coste, l'acqua se ne va e tutto il disciolto resta: conducibilità, salinità e durezza salgono lentamente da luglio a settembre. I rabbocchi con acqua di rete calcarea spingono i valori ancora più su, perché aggiungono sali senza toglierne. Lo stesso vale per il sale eventualmente dosato: non evapora, quindi si accumula, e solo un cambio d'acqua lo toglie. Dove d'estate esistono limitazioni idriche questo va previsto prima, perché il cambio d'acqua correttivo potrebbe non essere disponibile quando serve.
Dipende dalla velocità con cui ciascuno si muove, ed è la ragione per cui questa tabella ha una colonna dedicata. Ossigeno, pH, ORP e ammoniaca libera si muovono in ore, quindi una misura settimanale su questi non è insufficiente, è strutturalmente cieca: l'ossigeno ha un massimo pomeridiano e un minimo prima dell'alba, e l'ammoniaca libera può raddoppiare fra le 7 e le 15 senza che il totale cambi, solo perché è salito il pH. Nitriti, temperatura e torbidità si muovono in giorni, e il periodo più prevedibile è il picco di nitriti a 2-5 giorni dalla pulizia del filtro. KH, nitrati e conducibilità si muovono in settimane e vanno letti come traiettoria: tre valori di KH a tre settimane l'uno dall'altro dicono molto più di un valore singolo.
Perché è un parametro diverso con un mestiere diverso, e non vogliamo alimentare la confusione più costosa della manualistica sull'acqua. La KH tampona il pH, il GH no; il GH riguarda calcio e magnesio, cioè la fisiologia osmotica del pesce, non la stabilità del pH. Sono entrambi chiamati durezza ed è per questo che vengono scambiati. Il GH non viene misurato né riportato dal sistema.