H2Koi Guide sull'acqua del laghetto koi Torna alla home H2Koi

Chimica dell'acqua

Durezza carbonatica (KH): la riserva alcalina del laghetto

Il KH non è un parametro da tenere d'occhio ogni tanto: è il parametro che decide se tutti gli altri restano dove li avete messi. In Italia il rischio non è quasi mai partire con un KH basso — l'acqua di rubinetto è calcarea quasi ovunque — ma consumarlo lentamente per una stagione intera senza mai rimisurarlo, e accorgersene la mattina in cui il pH non risale più.

In sintesi

Che cosa misura davvero il KH

Quando fate un test a gocce del KH non state misurando "quanto è dura" l'acqua nel senso comune del termine. State titolando con un acido finché il viraggio non avviene, e state contando quante gocce servono. Quello che consuma le gocce sono gli ioni bicarbonato (HCO3-) e, in misura minore alle nostre condizioni, i carbonati (CO32-). Il numero che leggete è quindi una misura di capacità, non di intensità: vi dice quanti acidi l'acqua può assorbire prima di cedere.

Il meccanismo è l'equilibrio carbonatico. Quando entra un acido — e nel laghetto ne entra in continuazione — lo ione bicarbonato lo neutralizza trasformandosi in acido carbonico e poi in CO2, che se ne va nell'aria. Finché il bicarbonato c'è, il pH si sposta pochissimo: è l'effetto tampone. Quando il bicarbonato finisce, non c'è più nulla fra l'acido e il pH.

Per questo la parola più utile in italiano non è "durezza" ma riserva alcalina: il KH è il serbatoio, non la lancetta. Evitiamo di proposito "durezza temporanea", che pure si legge nelle fonti più vecchie ed è tecnicamente corretta: suggerisce qualcosa che se ne va da solo, mentre qui il punto è che viene consumato da un processo preciso e misurabile.

KH e GH: perché non sono la stessa cosa

Entrambi si chiamano "durezza", entrambi si misurano in gradi, entrambi si comprano nello stesso scaffale. È l'errore più comune nella consulenza da laghetto, e vale la pena chiuderlo una volta per tutte.

Durezza carbonatica (KH)Durezza totale (GH)
Che cosa misuraBicarbonati e carbonatiCalcio e magnesio disciolti
A che cosa serveTampona il pHEquilibrio osmotico del pesce, mineralizzazione
Se scendeIl pH diventa instabile e può crollareStress osmotico, ma il pH non ne risente
Frequenza di controlloRegolare, tutta la stagioneRaramente, salvo acqua da osmosi o piovana

Alcune fonti italiane scrivono "durezza generale" al posto di durezza totale: è lo stesso parametro, lo citiamo solo perché lo riconosciate. Una precisazione di metodo che riguarda direttamente questa pagina: il GH non viene misurato né riportato dal sistema H2Koi. Il KH sì, come valore derivato dalle misure dirette, ed è il numero che conta per la stabilità del pH.

La trappola dei gradi francesi

Questo è il punto in cui un lettore italiano rischia di sbagliare più che in qualunque altro, e non per ignoranza: per un conflitto reale fra due sistemi di unità che convivono nello stesso Paese.

I kit Sera e JBL che comprate in negozio stampano °dKH e °dGH, cioè gradi tedeschi. Ma quando andate sul sito del vostro acquedotto e scaricate l'analisi dell'acqua distribuita, la durezza è quasi sempre espressa in gradi francesi (°f), dove 1 °f = 10 mg/l di CaCO3. Chi legge "durezza 28 °f" e conclude di avere 28 °dKH sbaglia di quasi un fattore due, e sbaglia nella direzione sbagliata: crede di avere una riserva alcalina quasi doppia di quella reale.

La riga da memorizzare. 1 °dKH = circa 17,9 mg/l CaCO3 = circa 1,79 °f. Quindi: °dKH = °f diviso 1,79 (in pratica, dividete per 1,8 e siete a posto).

Analisi acquedotto (°f)mg/l CaCO3Equivalente in gradi tedeschi (°d)
101005,6
151508,4
2020011,2
2525014,0
3030016,8
3535019,6

Seconda precisazione, altrettanto importante e quasi sempre omessa: la durezza riportata dall'acquedotto è la durezza totale, cioè un valore di tipo GH. Non è il vostro KH. Nelle acque calcaree italiane, dove il calcio arriva quasi tutto come bicarbonato di calcio, i due numeri sono spesso vicini, ma "spesso vicini" non è una misura. L'analisi dell'acquedotto vi dice che tipo di acqua avete in arrivo; il KH del laghetto lo dovete misurare nel laghetto.

Il range di lavoro

I valori che seguono sono convenzioni consolidate della koicoltura, non prescrizioni: ogni laghetto, ogni carico di pesce e ogni acqua di origine fanno storia a sé, e vanno verificati sulle proprie misure.

KHmg/l CaCO3°fChe cosa aspettarsi
sotto 3 °dKH< 54< 5,4Critico. Il pH può muoversi di più di un'unità nell'arco di una notte.
3-5 °dKH54-895,4-8,9Instabile. Escursione giornaliera ampia, margine quasi nullo davanti a una pioggia intensa.
6-10 °dKH105-18010,5-18Range di lavoro. Escursione giornaliera contenuta, pH prevedibile.
11-14 °dKH195-25019,6-25Più del necessario, ma innocuo. Il laghetto si assesta verso il lato alcalino e i koi ci stanno bene.
oltre 14 °dKH> 250> 25Alto, ma di norma non è un problema: conviene capire da dove viene invece di correggerlo in fretta. Molto stabile, con pH tendenzialmente alto: attenzione alla frazione di ammoniaca libera.

L'ultima riga merita una parola, perché in Italia è la condizione più frequente e nessuno la tratta come un rischio. Un KH alto non è un problema di per sé — anzi, è un ottimo assicuratore contro il crollo del pH. Ma tiene il pH stabilmente alto, e la quota di ammoniaca libera (NH3) sull'azoto ammoniacale totale cresce col pH. La stessa lettura di 1 mg/l su un kit a gocce è innocua a pH 7,0 e pericolosa a pH 8,5. In un laghetto padano con acqua di pozzo molto carbonatica e pH 8,4 d'estate, il margine sull'ammoniaca è più stretto di quanto il proprietario immagini.

Perché il KH cala: il filtro se lo mangia

La nitrificazione è quasi sempre il consumatore più grosso, e il conto è preciso.

Ossidare 1 mg/l di azoto ammoniacale consuma circa 7 mg/l di alcalinità espressa come CaCO3, cioè circa 0,4 °dKH. Il dettaglio che cambia il modo di ragionare è questo: tutto l'acido viene dal primo passaggio, da ammoniaca a nitriti. Il secondo passaggio, da nitriti a nitrati, non consuma alcalinità. Quindi non è la lunghezza del ciclo dell'azoto a bruciare la riserva, è la sua prima metà.

La conseguenza è controintuitiva e va detta chiaramente: un laghetto ben popolato, ben filtrato e nutrito bene consuma la propria riserva alcalina più in fretta di uno trascurato. Il filtro biologico che funziona meglio è quello che vi svuota il serbatoio più rapidamente. Non è un difetto: è il prezzo del servizio.

Un conto d'ordine di grandezza

Laghetto da 20.000 litri, piena estate, 400 g di mangime al giorno. Come ordine di grandezza si può assumere che circa il 3% del peso del mangime finisca come azoto ammoniacale: 12 g al giorno, che su 20.000 litri fanno circa 0,6 mg/l di azoto ammoniacale prodotto ogni giorno sull'intero volume.

Il numero fa impressione, ed è volutamente grezzo. In pratica quasi nessun laghetto italiano crolla, perché i cambi parziali e i rabbocchi con acqua calcarea rimettono dentro bicarbonati in continuazione. Ma leggetelo al contrario: è il ricambio d'acqua che vi sta tenendo in piedi il KH, non il laghetto. Nel momento in cui i cambi si diradano — ferie, restrizioni idriche estive al Sud, autunno in cui si smette di seguire il laghetto — il consumo continua e la riserva scende.

Gli altri consumatori

Come alzare il KH, con i numeri giusti

Lo strumento è il bicarbonato di sodio (NaHCO3), quello alimentare, comprato in sacchi da chi vende prodotti per uso alimentare o zootecnico. Fornisce un equivalente per mole, e i conti sono questi:

Volume del laghettoPer +1 °dKHPer +2 °dKH (massimo giornaliero)
100 litri3 g6 g
1.000 litri30 g60 g
5.000 litri150 g300 g
10.000 litri300 g600 g
20.000 litri600 g1,2 kg
50.000 litri1,5 kg3 kg

La regola sbagliata che gira da anni. Molte fonti hobbistiche ripetono "1 grammo ogni 100 litri per alzare di 1 °dKH". È sbagliata di circa un fattore tre: 1 g ogni 100 litri corrisponde a 10 mg/l di bicarbonato, cioè circa 0,33 °dKH, non 1. Chi la applica dosa, misura, non vede quasi nulla, e conclude che il bicarbonato "non funziona" o che il test è difettoso. Il dosaggio corretto è 3 g ogni 100 litri, cioè 30 g ogni 1.000 litri. (Per chi legge fonti americane: circa 113 g ogni 1.000 galloni USA.)

Come dosare in pratica

Il KH non si tiene su a colpi di bicarbonato tutto l'anno: il bicarbonato è la correzione. Il mantenimento sono i cambi parziali regolari con acqua di rete calcarea, che è esattamente la carta che l'Italia ha in mano e la Germania settentrionale no.

Il KH nell'anno italiano

Non esiste un solo calendario del laghetto in Italia, e trattare il Paese come "clima temperato" è il modo più rapido per dare consigli inutili.

PeriodoNord (Pianura Padana)Centro-Sud e isole
Feb-MarAcqua ancora fredda e nebbia; le prime giornate di sole ingannano sulla temperatura reale. Primavera falsa, alimentazione ripresa troppo presto.Acqua già sopra i 10-12 °C, filtro mai davvero fermo, consumo di KH già in corso.
Apr-MagFiltro che si riassesta, consumo di KH al picco stagionale. È il momento in cui il controllo serve di più e quasi nessuno lo fa.Come sopra, ma anticipato di tre o quattro settimane.
Giu-AgoCaldo umido, afa che non molla di notte. L'acqua non si raffredda dopo il tramonto: consumo alto e ossigeno basso insieme.Acqua sopra i 28 °C per settimane, evaporazione intensa. I rabbocchi con acqua dura fanno salire durezza e conducibilità.
Metà agostoFerragosto: il laghetto resta al vicino o al timer per due o tre settimane, nel tratto d'anno meno indulgente. Nessun cambio d'acqua, consumo che continua.
Set-OttBombe d'acqua e temporali autunnali: diluizione del KH e calo termico rapido, con il filtro ancora carico e le foglie che cadono.Piogge convettive intense sulla costa, stesso meccanismo.
Nov-GenFreddo stabile, 3-6 °C, alimentazione ferma, reti e coperture. Consumo minimo ma non nullo.Banda 8-12 °C: nessuna vera dormienza, il metabolismo continua, il filtro lavora a regime ridotto.

Nota per i laghetti alpini e prealpini: la copertura di ghiaccio prolungata, che nella letteratura tedesca e olandese è lo scenario invernale standard, in Pianura Padana è l'eccezione. Se il vostro laghetto è in quota o in una valle fredda, quel capitolo vi riguarda; in pianura la stagione difficile non è il gelo, è la lunga spalla grigia e umida fra 6 e 12 °C in cui la risposta immunitaria della koi è lenta ma batteri e parassiti no.

Perché il pH sembra a posto fino all'ultimo

È la domanda che arriva sempre: "ma io il pH lo controllo e sta a 7,8, che problema c'è?".

Il problema è che il pH è un indicatore in ritardo. Non è un difetto del parametro, è la sua natura: finché la riserva alcalina c'è, il pH per definizione non si muove. È esattamente ciò che il tampone deve fare. Un pH stabile a 7,8 con 8 °dKH e un pH stabile a 7,8 con 2,5 °dKH danno la stessa lettura e sono due laghetti completamente diversi. Il primo può incassare un temporale; il secondo ci si gioca la notte.

Il KH è l'indicatore anticipato. Scende gradualmente, misurabile, settimana dopo settimana, e quando arriva sotto i 4 °dKH vi ha già detto tutto ciò che vi serve sapere — mesi prima che il pH si degni di muoversi. Quando finalmente il pH scende, la protezione non c'è più: la lettura arriva quando il margine è finito.

Regola operativa. Il KH va misurato almeno una volta al mese in stagione, e sempre dopo: un lavaggio importante del filtro, una pioggia molto intensa, un cambio d'acqua superiore al 20%, l'aggiunta di acqua da osmosi, e al rientro dalle ferie. Segnate il valore su un registro con la data: la pendenza della serie dice più del singolo numero.

Misurare il KH: strumenti e limiti

Il test a gocce del KH è una titolazione: si aggiungono gocce finché il colore vira, e ogni goccia vale tipicamente 1 °dKH. Fotografa però un istante solo, e va rifatto da capo ogni volta. Le strisce reattive sul KH sono indicative nella migliore delle ipotesi, e nelle acque molto dure italiane vanno spesso fuori scala.

Un sistema di monitoraggio in continuo dell'acqua del laghetto non titola il KH. Lo ricava — è un valore derivato (calcolato) a partire da pH, conducibilità e temperatura. Va detto in modo esplicito: si tratta di KH calcolato, non titolato. Il calcolo poggia su sensori di livello industriale e arriva ogni pochi minuti, ed è per questo che mostra ciò che una titolazione mensile non può mostrare: la tendenza, la pendenza con cui la riserva si consuma da maggio a settembre.

Vedere anche: come si testa davvero l'acqua del laghetto, i valori di riferimento e la maturazione del filtro, che è il periodo in cui il consumo di KH è più violento in assoluto.

Il KH scende quando non state guardando

È un parametro lento, e i parametri lenti sono quelli che non si misurano. H2Koi è un sistema di monitoraggio in continuo dell'acqua del laghetto per collezioni di valore: la sonda misura direttamente temperatura, pH, ossigeno disciolto (in mg/l e in % di saturazione), conducibilità, torbidità, ammonio e nitrati, con il potenziale redox (ORP) come canale opzionale, e da queste ricava i valori derivati (calcolati) fra cui il KH, l'ammoniaca libera, i nitriti, la salinità e i TDS. Una spazzola autopulente tiene pulite le ottiche.

La parte che conta però non è la sonda: siamo noi che guardiamo i dati. Quando la riserva alcalina di un laghetto scende con una pendenza che non ci piace, chiamiamo il proprietario prima che se ne accorga lui. È un allarme precoce continuo, con l'accuratezza scientifica di sensori di livello industriale.

Parlate con noi del vostro laghetto

Domande frequenti

La mia analisi dell'acquedotto dice "durezza 32 °f". Che KH ho nel laghetto?

Prima la conversione: 32 °f diviso 1,79 fa circa 17,9 gradi tedeschi. Poi la precisazione che quasi nessuno fa: quel numero è la durezza totale dell'acqua in rete, cioè un valore di tipo GH, e non è il vostro KH. Nelle acque calcaree italiane i due valori sono spesso vicini, perché il calcio arriva in gran parte come bicarbonato, ma vicini non vuol dire uguali e comunque quello è il valore dell'acqua in ingresso, non dell'acqua nella vasca — dove il filtro biologico ha già consumato una parte della riserva. L'analisi dell'acquedotto vi dice che tipo di acqua avete a disposizione per i cambi. Il KH del laghetto si misura nel laghetto.

Ho letto ovunque che basta 1 grammo di bicarbonato ogni 100 litri per alzare di 1 °dKH. Perché voi dite tre volte tanto?

Perché il conto è verificabile. 1 °dKH corrisponde a 17,848 mg/l espressi come CaCO3; il bicarbonato di sodio fornisce un equivalente per mole, quindi per ottenere quell'alcalinità servono 29,96 mg/l di NaHCO3, cioè circa 30 mg/l — 3 g ogni 100 litri, 30 g ogni 1.000 litri. La regola dell'1 g ogni 100 litri corrisponde a 10 mg/l e rende circa 0,33 °dKH: un terzo di quanto promette. È un errore che si autoconferma, perché chi lo applica dosa, non vede muoversi il test e dà la colpa al reagente invece che alla regola. Restate comunque entro 1-2 °dKH al giorno.

Il mio pH è stabile a 7,9 da mesi. Devo comunque misurare il KH?

Sì, ed è proprio la stabilità del pH il motivo. Il pH è un indicatore in ritardo: per costruzione non si muove finché il tampone regge. Un laghetto a 7,9 con 8 °dKH e uno a 7,9 con 2,5 °dKH mostrano lo stesso numero e hanno margini di sicurezza incomparabili. Il KH è l'indicatore anticipato: scende in modo graduale e leggibile, e vi avvisa mesi prima. Quando è il pH a darvi la notizia, la protezione è già finita.

Perché il mio laghetto, che è tenuto bene e filtrato bene, consuma più KH di quello del mio vicino che non fa nulla?

Perché è il filtro biologico a consumarlo, non il pesce. Ossidare 1 mg/l di azoto ammoniacale consuma circa 7 mg/l di alcalinità come CaCO3, cioè circa 0,4 °dKH, e tutto quell'acido viene dal primo passaggio — da ammoniaca a nitriti. Il passaggio da nitriti a nitrati non consuma alcalinità. Quindi più mangime date, più il vostro filtro lavora e più in fretta la riserva alcalina si svuota. È il prezzo del servizio, non un difetto dell'impianto: va semplicemente messo in bilancio con i cambi parziali.

Al Sud d'estate non posso fare grossi cambi d'acqua. Come tengo il KH?

Con cambi più piccoli e più frequenti, e con il bicarbonato come correzione mirata anziché come routine. Nel Sud e sulle isole si sommano due cose: l'evaporazione forte, che concentra tutto ciò che è disciolto — salinità, conducibilità, durezza salgono lungo luglio e agosto — e i rabbocchi con acqua di rete dura, che spingono nella stessa direzione. Il KH in genere non crolla, semmai il quadro si concentra. Il momento critico arriva quando piove forte a settembre su un laghetto che ha passato l'estate senza ricambi, con il filtro sotto carico. Misurate il KH prima di quel momento, non dopo.

Il bicarbonato mi fa salire il pH? Ho paura di peggiorare le cose.

Il bicarbonato di sodio alza il pH solo fino all'equilibrio dell'anidride carbonica, intorno a 8,2-8,3, e non oltre: è proprio questo a renderlo lo strumento giusto per un laghetto abitato. Il carbonato di sodio, invece, alza il pH in modo molto più deciso e non va usato con i pesci dentro. Una cautela reale però c'è: se in acqua è presente azoto ammoniacale — filtro ripartito da zero, o dopo un crollo del pH — alzare KH e pH sposta l'equilibrio verso l'ammoniaca libera, che è la forma tossica. In quel caso misurate l'ammoniaca prima, correggete lentamente e tenete l'aerazione al massimo.