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Emergenze del laghetto

Crollo del pH: perché succede di notte e lo si scopre all'alba

Il crollo del pH ("pH crash") non è un cambiamento improvviso dell'acqua. È la fine di un processo lento e silenzioso che dura settimane: il tampone si consuma, il pH resta fermo perché è il suo mestiere restare fermo, e poi una notte non c'è più nulla che lo trattenga. Chi lo scopre, lo scopre alle sei del mattino.

In sintesi

Quattro parole che non vanno confuse

L'italiano ha termini precisi per cose diverse, e confonderli è ciò che rende vaghi i consigli. Li teniamo separati per tutta la pagina.

TermineChe cosa indica
Escursione giornaliera del pHL'oscillazione normale giorno/notte legata al ciclo della CO2. Con un buon KH è piccola e va bene così.
SbalzoQualunque variazione brusca, compresa quella innocua: un grosso cambio d'acqua, un temporale. Non è per forza un problema.
CrolloL'evento di cui parla questa pagina: tampone esaurito, pH che scende e ci resta. Il laghetto non torna da solo.
AcidosiLa condizione del pesce dopo il crollo, non l'evento nell'acqua. È quello che vedete sui corpi, non nel test.

Il meccanismo, spiegato per bene

Il pendolo della CO2

In un laghetto vivo la CO2 disciolta oscilla ogni ventiquattr'ore. Di giorno alghe, piante e la pellicola verde sulle pareti fotosintetizzano e consumano CO2: l'acido carbonico diminuisce e il pH sale, spesso di più nel pomeriggio, quando la luce ha lavorato tutto il giorno. Di notte la fotosintesi si ferma ma la respirazione no — respirano i pesci, respirano le alghe stesse, respirano i batteri del filtro biologico e del fondo — e la CO2 torna in soluzione. Acido carbonico in aumento, pH in discesa, con il minimo poco prima dell'alba: alla fine della notte più lunga che l'acqua abbia dovuto sopportare senza luce.

Questo pendolo c'è sempre. La domanda non è se oscilla, ma di quanto.

Il ruolo della riserva alcalina

La durezza carbonatica (KH), o alcalinità totale, è la riserva alcalina del laghetto: la quantità di bicarbonati disponibili a neutralizzare gli acidi. Quando la CO2 notturna si accumula, il bicarbonato la incassa e il pH si sposta pochissimo. È l'effetto tampone, e funziona finché ci sono bicarbonati.

Con la riserva ridotta il pendolo continua a oscillare con la stessa forza, ma non c'è più il freno.

KHEscursione giornaliera tipicaComportamento
6-10 °dKHFrazione di unità di pHIl pH torna dov'era ogni mattina. Il laghetto incassa anche un temporale.
4-5 °dKHFino a mezza unità o piùInstabile. Un carico organico in più o una pioggia intensa bastano a scoprire il margine.
2-3 °dKHUn'unità o più in una notteCritico. È la condizione in cui il crollo diventa questione di quando, non di se.
sotto 2 °dKHNon prevedibileIl pH può scendere sotto 6 nell'arco di poche ore e restarci.

Il colpo di grazia: il filtro si spegne

Sotto pH 6,5 la nitrificazione rallela in modo sensibile; sotto 6 si ferma quasi del tutto. Da lì in poi il crollo si autoalimenta: i batteri nitrificanti smettono di lavorare, l'azoto ammoniacale si accumula, e la sostanza organica che continua a decomporsi produce altri acidi in un'acqua che non ha più difese. Non è più un problema di pH: è un laghetto senza filtro biologico e con il carico azotato in aumento.

C'è però un rovescio della medaglia che salva molti pesci e inganna molti proprietari, e va spiegato subito perché determina cosa non fare.

La trappola: rialzare il pH in fretta

A pH basso l'azoto ammoniacale totale è quasi tutto nella forma ammonio (NH4+), che è relativamente innocua. La forma tossica è l'ammoniaca libera (NH3), e la ripartizione fra le due è decisa da pH e temperatura. Quasi tutti i kit italiani leggono il totale, e il totale da solo non dice nulla.

pH% in forma NH3 a 20 °C% in forma NH3 a 25 °C
6,5circa 0,1circa 0,2
7,0circa 0,4circa 0,6
7,5circa 1,2circa 1,8
8,0circa 3,8circa 5,4
8,5circa 11circa 15
9,0circa 28circa 36

Un esempio concreto. Kit a gocce che segna 2 mg/l di azoto ammoniacale totale, acqua a 20 °C:

Questo è il motivo per cui non si butta dentro il bicarbonato di corsa. Se il filtro è fermo da ore per via del pH basso, in vasca c'è ammonio accumulato. Riportare il pH da 6,0 a 8,0 in mezz'ora converte una parte di quell'ammonio in ammoniaca libera, e potete uccidere in un'ora pesci che il crollo aveva risparmiato. La correzione va fatta, ma lentamente, misurando l'azoto ammoniacale prima e durante, con l'aerazione al massimo.

Che cosa vede il proprietario

La scena è quasi sempre la stessa, e chi l'ha vissuta la riconosce nella prima riga.

Se il quadro non torna — pesci trovati morti senza muco né segni di acidosi, con pH normale — la causa è probabilmente un'altra: vedere perché le koi muoiono all'improvviso.

Che cosa fare nell'ora successiva

Nell'ordine, e senza saltare passaggi.

  1. Aerazione al massimo. Tutti gli aeratori, la cascata, il venturi, la pompa in superficie. Serve a due cose insieme: portare ossigeno e, soprattutto, strippare la CO2. Togliere anidride carbonica alza il pH da sola, in modo dolce e senza reagenti. È l'unica manovra che si può fare a occhi chiusi.
  2. Sospendere il mangime. Completamente. Non c'è filtro biologico che regga altro azoto in questo momento.
  3. Misurare, in questo ordine: pH, KH, azoto ammoniacale totale, nitriti, temperatura. Il KH vi dice quanto è grave; l'azoto ammoniacale vi dice quanto potete andare veloci con la correzione.
  4. Cambio parziale con acqua di rete, il 10-20% del volume, non di più in un colpo solo. In Italia questa è la carta migliore che avete: l'acqua di acquedotto è calcarea e porta dentro bicarbonati oltre a diluire. Usate il biocondizionatore — molti acquedotti italiani usano cloramine, che non evaporano e richiedono un prodotto specifico. Controllate anche la temperatura dell'acqua in ingresso.
  5. Bicarbonato di sodio, piano. Circa 30 g per 1.000 litri alzano il KH di circa 1 °dKH (3 g per 100 litri). Non superate 1-2 °dKH al giorno, e in una situazione già compromessa restate sulla parte bassa. Sciogliete in un secchio e distribuite sul ritorno della pompa, mai a manciate sopra i pesci.
  6. Non toccate il filtro. Non lavatelo, non aprite i media, non pulite le spugne. Quel poco di flora batterica che è sopravvissuta è ciò che vi rimetterà in piedi.
  7. Rimisurate dopo 4-6 ore e poi la mattina dopo, prima dell'alba se potete. La conferma che siete fuori non è il pH del pomeriggio: è il pH all'alba del giorno dopo.

Che cosa non fare

Le tre situazioni italiane in cui succede davvero

1. La bomba d'acqua di settembre

È lo scenario più frequente nel Nord e sulla costa tirrenica. Un temporale convettivo scarica in un'ora un volume enorme di acqua piovana — praticamente priva di tamponi, leggermente acida, e fredda — su un laghetto che ha passato l'estate senza cambi rilevanti, con il filtro carico e le prime foglie in acqua. Il KH si diluisce di colpo, la temperatura scende di qualche grado, il carico organico aumenta. Se il KH era già a 4, quella notte si scende sotto la soglia.

Contromisura: misurare il KH prima della stagione dei temporali, non dopo, e tenerlo verso la parte alta del range di lavoro da fine agosto in poi. Vedere anche la temperatura dell'acqua.

2. Il rientro da Ferragosto

Il Paese chiude, il proprietario è via due o tre settimane, il laghetto resta al vicino o a un timer. Nessun cambio d'acqua, nessun test, alimentazione automatica che continua e quindi consumo di riserva alcalina che continua, nel tratto d'anno più caldo e meno indulgente. Il crollo non avviene necessariamente ad agosto: avviene quando il margine, già eroso in agosto, incontra la prima notte difficile di settembre.

3. Il filtro ripartito da zero

Un lavaggio troppo energico del filtro biologico, una pompa ferma per un blackout estivo di alcune ore, un trattamento che ha decimato la flora batterica. Il filtro riparte, e nella fase di ri-maturazione l'ossidazione dell'ammoniaca riprende a pieno regime: ricordate che ossidare 1 mg/l di azoto ammoniacale consuma circa 7 mg/l di alcalinità come CaCO3, cioè circa 0,4 °dKH, e che tutto quell'acido viene dal primo passaggio, da ammoniaca a nitriti. Un filtro che riparte brucia riserva alcalina molto in fretta. In parallelo arriva il classico picco di nitriti a 2-5 giorni dalla pulizia del filtro: due problemi diversi con la stessa origine.

Nota per il Sud e le isole: l'inverno mite non è l'inverno facile. In banda 8-12 °C le koi non entrano in vera dormienza, il metabolismo e quindi la produzione di ammoniaca continuano, il filtro lavora a regime ridotto e la competenza immunitaria è scarsa. Il consumo di riserva alcalina non si ferma a novembre come nel Nord, e il KH va controllato anche d'inverno.

Prevenzione: si gestisce il KH, non il pH

Questa è la frase da portare a casa. Inseguire il pH è una partita persa perché il pH è un indicatore in ritardo: per costruzione non si muove finché la protezione c'è. Un pH stabile a 7,8 non vi dice se avete 8 °dKH di margine o 2,5. Ve lo dice solo il KH, che è l'indicatore anticipato e scende in modo graduale, leggibile, misurabile settimane prima dell'evento.

Protocollo minimo di prevenzione

La conversione delle unità, una volta

Se prendete i vostri numeri dall'analisi dell'acquedotto ricordate che in Italia la durezza si stampa in gradi francesi (°f), mentre i kit Sera e JBL leggono in gradi tedeschi. 1 °dKH = circa 17,9 mg/l CaCO3 = circa 1,79 °f; quindi °dKH = °f diviso 1,79. Chi legge "durezza 28 °f" e crede di avere 28 °dKH sopravvaluta la propria riserva alcalina di quasi il doppio, e la sopravvaluta proprio nella direzione che conta.

Che cosa avrebbe dato preavviso

Il crollo del pH è, fra le emergenze del laghetto, quella con il preavviso più lungo e più leggibile. Non parte all'improvviso: parte quando la riserva alcalina scende sotto una soglia, e quella discesa dura settimane. Due cose l'avrebbero mostrata in anticipo.

La prima è il registro del KH: quattro misure mensili in fila che vanno da 8 a 6,5 a 5 a 3,5 sono una previsione, non una constatazione. È a portata di chiunque possieda un test a gocce, e costa dieci minuti al mese.

La seconda è la lettura del pH prima dell'alba, che praticamente nessuno fa perché richiede di alzarsi alle cinque. L'ampiezza dell'escursione giornaliera è il primo parametro a muoversi: prima che il pH crolli, l'oscillazione fra il massimo del pomeriggio e il minimo dell'alba si allarga per giorni. Un pH letto in continuo mostra quell'allargamento come una banda che si apre; un pH letto a mano alle undici del mattino non lo vede mai, perché a quell'ora il laghetto è nel punto meno informativo della giornata.

Il crollo arriva di notte. Serve qualcuno che guardi anche di notte.

H2Koi è un sistema di monitoraggio in continuo dell'acqua del laghetto pensato per collezioni di valore. La sonda misura direttamente temperatura, pH, ossigeno disciolto (in mg/l e in % di saturazione), conducibilità, torbidità, ammonio e nitrati, con il potenziale redox (ORP) come canale opzionale, e ne ricava valori derivati (calcolati) fra cui il KH — KH calcolato, non titolato — l'ammoniaca libera e i nitriti. Il GH non viene misurato né riportato. Una spazzola autopulente tiene pulite le ottiche.

Sul crollo del pH la parte utile è duplice: la banda di escursione giornaliera che si allarga notte dopo notte, e la pendenza con cui la riserva alcalina si consuma da maggio in avanti. Ma la vera differenza è che quei dati li guarda una persona: quando il quadro non ci piace, chiamiamo il proprietario prima che sia lui ad accorgersene, ad agosto come a settembre. È un allarme precoce continuo, con l'accuratezza scientifica di sensori di livello industriale.

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Domande frequenti

Il pH era 6,1 stamattina e alle cinque del pomeriggio è tornato a 7,4. Il problema si è risolto da solo?

No: avete appena osservato l'escursione giornaliera su un laghetto senza tampone. Di giorno la fotosintesi consuma CO2 e il pH risale, di notte la respirazione la restituisce e il pH ricade. Un'oscillazione di oltre un'unità in una giornata è la firma di una riserva alcalina esaurita, e la notte successiva ricomincia identica — solo con i pesci più provati. Misurate il KH oggi. Se è sotto 3-4 °dKH, il pH del pomeriggio non è una buona notizia, è una tregua.

Posso semplicemente usare un prodotto "pH+" e risolvere?

È la manovra da evitare. I prodotti pH+ per acquario alzano il pH senza costruire riserva alcalina, quindi la notte dopo ricadete al punto di partenza; e soprattutto un innalzamento rapido del pH sposta l'equilibrio dell'azoto ammoniacale verso l'ammoniaca libera, che è la forma tossica. Se il filtro è stato fermo per ore per via del pH basso, in vasca c'è ammonio accumulato, e potete uccidere in un'ora pesci che il crollo aveva risparmiato. Lo strumento corretto è il bicarbonato di sodio, dosato lentamente — circa 30 g per 1.000 litri per ogni grado, non più di 1-2 °dKH al giorno — dopo aver misurato l'azoto ammoniacale.

Vivo in Lombardia e ho sempre letto che d'estate le notti raffreddano il laghetto e va tutto bene. È così?

È un'assunzione presa da contenuti nordeuropei e in Pianura Padana non regge. Le nostre estati sono calde e umide, con afa che non si rompe di notte: l'acqua resta alta anche alle quattro del mattino, la respirazione notturna non rallenta e il picco di CO2 prima dell'alba è pieno. Il minimo di ossigeno prima dell'alba e l'escursione notturna del pH non sono argomenti meridionali: al Nord valgono allo stesso modo. L'aerazione notturna estiva è una necessità in entrambe le regioni.

Che differenza c'è fra sbalzo e crollo del pH? Ho fatto un cambio d'acqua del 30% e il pH si è mosso di mezza unità.

Quello è uno sbalzo, ed è nella norma: avete introdotto acqua con una chimica diversa e il laghetto si è riassestato. Diventa un crollo quando il pH scende e non risale, perché non c'è più tampone a riportarlo su. La discriminante non è l'ampiezza del movimento ma il KH: con 8 °dKH un cambio del 30% produce uno sbalzo che si richiude in poche ore; con 2 °dKH lo stesso cambio può essere l'ultima spinta. Prima di un cambio importante misurate il KH del laghetto e, se potete, quello dell'acqua in ingresso.

Perché scopro sempre questi problemi la mattina presto?

Perché il minimo è strutturalmente prima dell'alba. La notte è l'unico periodo in cui la respirazione lavora senza la fotosintesi a compensare, quindi CO2 al massimo e pH al minimo proprio alla fine, prima che la luce riparta — e insieme, per lo stesso motivo, ossigeno disciolto al minimo. È la ragione per cui un controllo fatto a metà mattina è quasi inutile: a quell'ora il laghetto è già in risalita e vi mostra il punto meno informativo della giornata. Se testate a mano, testate all'alba almeno qualche volta a stagione.

Ho un pozzo con acqua molto calcarea. Sono al riparo dal crollo del pH?

In gran parte sì, ed è la condizione tipica di buona parte d'Italia: qui il rischio non è partire con un KH basso, è consumarlo per una stagione intera senza rimisurarlo. Attenzione però a due cose. La prima: il filtro biologico consuma riserva alcalina in proporzione a quanto lavora, quindi un laghetto ben popolato e nutrito bene la brucia più in fretta di uno trascurato. La seconda: un'acqua molto carbonatica tiene il pH stabilmente alto, e a pH alto la quota di ammoniaca libera sull'azoto ammoniacale totale cresce parecchio. Chi ha acqua di pozzo dura ha un rischio di crollo basso e un margine sull'ammoniaca più stretto di quanto immagini.